Il vuoto cosmico

La Moratti e il centro-destra per recuperare consensi in vista del ballottaggio hanno adottato la seguente strategia: seminare il panico, se non il terrore. “Moschee in ogni quartiere”, “le stanze del buco”, “chiusura dei centri di identificazione ed espulsione” (ma magari!), per non parlare delle altre storie sul passato di Pisapia, tutte balle tirate fuori senza vergogna.

Oh, è chiaro, l’obiettivo non è certo spaventare chi la Moratti non l’avrebbe votata comunque, puntano invece a terrorizzare i potenziali elettori di destra che per sfiducia, o per disillusione, nel primo turno non sono andati a votare.

Ora, io dico:  se i tuoi argomenti sono questi e non hai da rivendicare niente di positivo sul tuo operato di cinque anni sei già messa male in partenza, ma se poi alla fine con questa fine strategia stai solo compattando e galvanizzando gli aversari, sei pure cretina – e se non tu, certamente il tuo spin-doctor.

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Una grande città europea

Milano, oggi.

Cose che resterebbero

Sono d’accordo con Romani, la puntata di report di domenica scorsa è stata odiosa. D tutta sta faccenda di Antigua e delle società off-shore non me ne può fregare di meno, non fosse altro che ho già abbastanza motivi per pensare tutto quello che penso sul nostro PdC – e quello che penso già lo sapete.

Ma la cosa oltremodo grave è che, come al solito, a parlare del berlusca si perdono di vista le cose importanti: in questo caso l’intervista al mio nuovo mito,  Carlo Valli, presidente di ACI Milano.

Vi agevolo il filmato: dal minuto 1:40, poi dal 8:20, infine l’apotesosi è al minuto 11.

Anche la tigna dell’intervistatrice (grandiosa) a un certo punto viene meno, e ride!

Immortale.

(via ilpost)

Milanese non si nasce, si diventa

Vengono in farmacia con un’aria apparentemente sicura e determinata, ma non abbastanza da cancellare il dubbio che li rode: si vede che non sono più come voi, che ormai sono “di su”?
Così domandano chiedono s’informano, ma con l’unico scopo di far notare il “nuovo accento”, simbolo ormai di appartenenza – tanto da non avere alcun interesse per le risposte.
Così capita che qualcuno ti chieda un apparecchio per la misurazione per la glicemia “che tanto a voi li regalano” (vero) e “io il mio l’ho dimenticato su a casa” (probabilmente falso), e quando ti informi su che apparecchio avesse usato in precedenza ti senti rispondere: “sa, non so, vengo da Milano”.
Avrei potuto chiedergli “lei è allergico agli antinfiammatori?”, oppure fare la supercazzola, sarebbe stato uguale.

Un giro sulla novanta

circonvallazione. destra. da viale isonzo a piazzale lotto, da piazzale lotto a viale isonzo. ventuno chilometri, con due fermate ai lati opposti di milano. a fare finta di fare i capolinea. perché la novanta poi non torna indietro, gira sempre. dalle quattro alle due di notte, tutto intorno alla città. ah, già. la novanta si chiama così perché a milano, gli autobus, sono femmine… (leggi tutto)

(Cristiano Valli)