Ve la meritate, la crisi

Da autentici forzati del Natale, abbiamo passato il sabato in cerca di regali e regalini vari.

Ora mi domando: se tu, negoziante tarantino, pensi bene di rimanere chiuso fra le 13 e le 16e30, forse 17, quando dovrei entrare nel tuo negozio? Forse durante l’orario di apertura, quando non c’è un parcheggio libero nemmeno sotto ponte punta penna?

Non dico che dovresti stare aperto sempre, tutti i giorni dalle 8 ale 20. Ma se non lo sei nemmeno l’ultimo sabato prima di Natale, poi non lamentarti se i regali li prendiamo alla mongolfiera. O da Coin. Si perché gli unici negozi aperti, in controra, sono le grandi catene, guarda caso.

 

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Ai gggiovani del PdL savese

(che poi tanto gggiovani non sono)

Visto che sicuramente, anche quest’anno protesterete fieramente per la mancanza di addobbi natalizi per le strade di Sava al nove di dicembre, evitate almeno di attaccare i manifesti sui cassonetti, o sugli alberi della villa vecchia.

Grazie dell’attenzione.

Santificare le feste

E’ dal primo pomeriggio che mio padre e mio fratello sono davanti a ESPN Classic a vedere vecchie partite della nazionale. In questo momento Bruno Pizzul esulta per un goal di Schillaci.

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Idea regalo

Quest’anno digitale si conclude in modo appropriato con la perdita di tutti, dico T*U*T*T*I, i 500 e passa numeri della rubrica del cellulare.

Quindi, se magari vi aspettavate il solito messaggio di auguri cinico e disfattista del sottoscritto, beh, per quest’anno ciccia.

Se la faccenda vi stesse un minimo a cuore, potreste però mandarmi un msg con il vostro numero ( “ma anche” il nome!) così da farmi un regalo di Natale davvero speciale: una rubrica nuova.

Dedicato a tutti quelli che tornano a casa per le feste

Un bellissimo post della Tengi.

Mettiamo in valigia qualche regalo, un numero sufficiente di mutande, e qualcosa di carino da indossare a Natale – o alla Vigilia – con i parenti, oppure a Santo Stefano, per la passeggiata con gli amici. E’ una valigia difficile e seccante da comporre, e la facciamo la sera prima come ultima cosa prima di andare a dormire. La facciamo quando è tardi, stremati da una giornata di saluti, dopo le ultime telefonate, sicuri che ci non resti più nulla da fare se non fagotto.