A proposito dell’acqua pubblica e privata, del pd e del referendum

L’IdV ha annunciato una raccolta delle firme per un referendum abrogativo degli articoli del decreto Ronchi che sanciscono “la privatizzazione dell’acqua”.

Premesso che non ho un’idea molto definita a riguardo, quando nell’ultimo Ballarò Bersani si è detto “amico” dei referendari, ma contrario all’uso dello strumento del referendum ho pensato che avesse ragione: non si raggiungesse il quorum, il risultato verrebbe visto come favorevole al testo di legge che si vuole abrogare.

Il Pd intende quindi depositare in parlamento una proposta di legge.

Quindi?

Quindi niente, ha ragione Zoro, come al solito.

Però, come ricordato più volte da Giggi durante la trasmissione, in Parlamento il Pd ha 100 parlamentari in meno, ragion per cui, matematica alla mano, ogni progetto di legge presentato dal Pd, per quanto ben fatto, sembra destinato a perdere.
Esattamente come il referendum, probabilmente più del referendum. Cambiare gli equilibri tra chi vota perché ci crede dovrebbe essere più alla portata che cambiare gli equilibri tra chi vota per lavoro. Il problema è portare la gente a credere in quello che vota, andando a votare di conseguenza.