Vendola, Le Fabbriche, e la partecipazione attiva

Vi segnalo un interessante articolo sull’attuale stato delle fabbriche di Nichi, dove, per dirla con le parole di Onofrio Romano, docente di sociologia dei processi culturali all’università di Bari:

la loro più forte ambizione è quella di restare puri e realizzare una forma convinta di «individualizzazione integrale», ogni struttura libera da condizionamenti esterni ed interni ed ogni “operaio” (così si chiamano gli aderenti al movimento) libero dalla struttura stessa: in perenne tensione verso la propria idea di attivismo. Il sociologo, che definisce Vendola «un roditore infiltratosi nelle istituzioni per svuotarle dall’interno e assicurare così ai cittadini il massimo grado di autodeterminazione», si pone un interrogativo serio: come fanno a stare insieme la voglia di indipendenza politica che anima la base delle Fabbriche e la strumentalità carismatica dell’organizzazione stessa, del tutto ritagliata sulle fattezze del leader pugliese? La domanda è ardita e richiede una risposta lunga almeno venti pagine, tante quante sono quelle del suo “La Fabbrica di Nichi. Comunità e politica nella postdemocrazia”

Sapendo che a Sava vi sono sicuri protagonisti del movimento vendoliano, sarebbe interessante conoscere la loro opinione.

La risposta di Fratoianni è comunque interessante:

in quel percorso ci sono anche molti limiti come accade le volte che ci si misura con la sperimentazione di nuove forme di organizzazione della partecipazione e della politica ma tocca andare avanti, anche perché l’unico strumento disponibile – salvo trasformare la partecipazione alle scelte in cooptazione all’interno della governance – è quello del conflitto

(via francesco costa)

Maggioranza silenziosa

A quanto pare, più della poco meno metà degli elettori savesi ha scelto di non votare.

Le scelte di chi ha votato, invece, le conosceremo dalle 15 in poi. Come al solito, sul blog pubblicheremo i dati man mano che arrivano alla sede del Pd.

Troppo tardi per candidarlo, peccato

Checco Zalone, intervistato da Pigi Battista, fotografa alla perfezione il rapporto fra “popolare” e sinistra-snob:

La prima è questa mania della sinistra snob per la taranta, anzi per la pizzica. Fa tanto folk, fa tanto popolare. Ma è una mistificazione. A loro piace la musica che fa “popolare”, ma non sopportano la massa, che non è il popolo come piace a loro: che non danza la taranta, ma va a Capitolo, vicino Monopoli, nel divertimentificio dove un uomo tanto colto e raffinato come Nichi Vendola non metterebbe mai piede.

(via Squonk)

Largo ai gggiovani

Malgrado il titolo ironico, credo che la proposta espressa dai Giovani Democratici pugliesi sulla questione candidatura Vendola sia del tutto condivisibile, anche se molto “politichese” nei toni.

D’altronde…

Il congresso del Partito democratico della Puglia appena conclusosi ha visto tutti e tre i candidati alla carica di Segretario regionale esprimersi per iscritto, pubblicamente e a mezzo stampa, in favore della ricandidatura di Nichi Vendola. Si deve dunque ritenere che tale valutazione sia stata condivisa e validata dagli iscritti e dagli elettori delle primarie che sulla base della discussione congressuale e delle rispettive piattaforme sono stati chiamati a pronunciarsi. Una sconfessione di tale processo, che non passasse per una disponibilità dello stesso Vendola, sarebbe una contraddizione politica difficilmente districabile se non appunto con un processo “aperto” che ridia parola ai cittadini.



Comunicazione di servizio

Il coordinatore di circoolo gentilmente mi segnala che l’assemblea del PD per la presentazione delle mozioni in vista del prossimo congresso, originariamente prevista per veenerdì 18, è stata spostata a domenica 20, sempre in sala amphipolis.
Il giorno 27 invece si voterà per le convenzioni provinciali e regionali.

La buona politica

La norma che obbliga l’ILVA ad abbattere le sue emissioni inquinanti di diossine e nitrofurani ora è legge.