Questione morale

Io non so bene da dove cominciare, sinceramente.

Troppo l’abbiamo invocata quando a subirla erano gli altri, perché adesso la si possa liquidare semplicemente.

Era un mondo facile, il nostro. I cattivi sono loro, i buoni siamo noi, e i giudici lo sanno, da Mani Pulite in poi.

Oggi invece ci ritroviamo in un mondo difficile da decifrare, forse noi non siamo così immacolati, e scopriamo che pure i giudici non sono messi tanto bene. Certo ci sono i De Magistris e i Forleo, impavidi a lottare contro il Male, ma forse nel Male ci siamo anche noi. Occazzo.

Ci hanno rubato le categorie semplici a cui eravamo abituati, ecco cos’è. Abbiamo perso i nostri punti di riferimento, e ci siamo ritrovati in un film dei fratelli Coen: se non sono cattivi, sono idioti – più spesso entrambe le cose.

Cosa fare, allora?

Semplice, cacciarli tutti! Perché noi reagiamo come siamo abituati a fare, con le nostre categorie di sempre, solo che ora si sono ridotte ad una sola, perché sono, siamo!, tutti cattivi.

Cacciarli tutti. Anche se non sono colpevoli, anche se in qualche caso non c’è nemmeno il delitto.

Domenici? Iervolino? Bassolino? Cioni? Vincenzi? Tutti a casa. Senza tante sfumature, via. Tutti uguali, questi politici.

E i conti piano piano ritorneranno a quadrare. Non sono incompetenti, sono ladri. Sono “compagni che sbagliano”.

E in questo tritacarne, persone che si credono innocenti rincoglioniscono a tal punto da arrivare ad incatenarsi davanti alla redazione di un giornale dopo aver corso per 200km in auto blu. Non importa, passerà anche questa.

Tutto tornerà come prima, con una classe dirigente nuova, bianchi o neri, o di qua o di là. E guardandoci allo specchio, ci sentiremo di nuovo “migliori”.

Almeno fino alla prossima volta.

Senza offesa

Sentire il capogruppo dell’IdV alla camera, Donadi, augurarsi che i giudici siano meno protagonisti in tv, mi ha ricordato Cicchitto quando parla di questione morale.

Questione morale, PD e magistratura

Più che Andrea Romano col suo bel post,  poté Spinoza:

Giustizia nella bufera: forse uno scambio di prigionieri tra la procura di Catanzaro e quella di Salerno. “Uno spettacolo indecente” hanno dichiarato i portavoce delle cosche locali.

Questione morale

Il mio pessimismo di questi giorni non ne aveva bisogno, ma come non essere d’accordo con questa lucida e spietata analisi di Michele Boldrin?

Al solito, da noiseFromAmerika.