“Mensogne”

Il commento di Nonno Franco di qualche giorno fa si presta secondo me ad alcune considerazioni. Il problema delle mense è un problema che capita ogni anno fra capo e collo ad ogni amministrazione savese ormai da anni e anni, fu così anche per la mia (nostra, riferita anche a nonno Franco).
E questo proposito, non posso che confermare che buona parte delle considerazioni di Franco sono probabilmente giuste, ma per quanto vere, esse sono solo una parte della verità.
Le pressioni su questo tipo di decisioni sono fortissime, gli sponsor delle cooperative attualmente assegnatarie del servizio sono tanti (non solo il Pd, o la sua componente socialista, per intenderci); ma il fatto è che anche chi propone soluzioni alternative spesso ha lo stesso tipo di retropensiero: si vuole solo smontare un certo tipo d’influenza clientelare per sostituirne un’altra personale di uguale spessore. Magari attraverso un sistema apparentemente neutro come il catering, ma con le stesse possibilità di indicazione dei futuri fortunati lavoratori.
Fate bene attenzione per favore,non dovrebbe essercene bisogno ma a scanso di equivoci lo chiarisco: non ce l’ho con Nonno Franco, parlo in generale e per linea di principio.
Il punto quindi è che non basta basarsi sulle vere o presunte intenzioni di chi propone una soluzione, per considerare la stessa giusta o sbagliata da un presunto punto di vista “morale”, o politico, altrimenti non se ne esce più. Aggiungerei, purtroppo col senno di poi, che di queste cose, le “intenzioni”, bisognerebbe non occuparsene punto: si dovrebbe valutare la soluzione migliore per quella che è, non per i suoi padrini.
Ecco perché tornando al problema delle mense, non riesco proprio a comprendere come si possa soltanto ipotizzare una soluzione come quella del catering, rispetto a quella dei pasti cucinati in luogo. Se poi è un problema di autorizzazioni, visto che è il comune stesso a doverle rilasciare, se non si è a norma dopo due anni di amministrazione si affidi pure il servizio in catering, ma si cacci a pedate l’assessore ai lavori pubblici.
Ulteriore precisazione, a scanso di equivoci: non sto difendendo un’eventuale assegnazione diretta alle cooperative: per quello che mi riguarda l’unica soluzione praticabile è la gara d’appalto.
(E a proposito di questo: non so quale funzionario comunale adesso si occupi delle gare d’appalto, ma della correttezza del funzionario del settore in questione non ho il minimo dubbio)