The day after

Questa cosa qui è già successa, identica, nel 2004, e sappiamo com’è andata a finire. I processi sono andati avanti, Ghedini s’è dato da fare, e non è cambiato nulla. Per liberarci di Berlusconi la strada è sempre e solo una: prendere un voto più di lui. La festa è finita ieri sera, è il caso di rimetterci al lavoro.

Detto ciò con le parole di Francesco Costa,  vi dirò che la cosa che più mi ha fatto inorridire in una lunga serata passata fra tv e friendfeed è stata la terrificante cafonata di Berlusconi nei confronti di Rosy Bindi: se stiamo ancora a “quanto sei brutta”,  questo è solo un sintomo dell’abisso in cui questo paese è precipitato. Ma la cosa più grave è che nessuno fra i politici e i giornalisti  (volano parole grosse, scusatemi) presenti in studio abbia avuto un minimo sussulto di dignità – quella più sana, quella che ti fa difendere gli altri quando meritano di essere difesi, e non solo sussultare quando è il tuo culo ad essere minacciato.

La Bindi ha tenuto un atteggiamento notevole, e la sua risposta  è stata grande “Non sono una donna nella sua disponibilità”, visto che non poteva nè scendere al suo livello (magari “Lei è più alto che educato”), e nemmno andarsene (le solite donnine isteriche che non ce la fanno a reggere un confronto “maschio”); ma sarebbe stato molto meglio se a prendere le sue difese fossero state delle persone civili presenti in studio.

Certo, avrebbero dovuto invitarle, prima.

Per il resto, quasi solo cazzate. Divertenti, però.