Piove sul bagnato

Già ho raccontato che quando sono di turno poi la mattina mi tocca fare colazione con Omnibus, e quindi niente di nuovo. Però già stanotte non ho dormito una mazza di niente, poi pure Rutelli di prima mattina, minchia…

Sabato sera

Bussano. sono di turno quindi rispondo:

“Dottore, per favore, una medicina urgente”

“Scendo subito”

Apro lo spioncino e il tizio mi fa: “grazie mille, è per un anziano malato di cuore”

Mi passa la ricetta, ripiegata in quattro. La apro. Leggo. Mi sfugge qualcosa? Rileggo.

No, no, è giusto.

Un clistere per adulti.

Vabbè.

Cose da fare quando sei di servizio notturno, e sono finiti gli usopen

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Parte domani la versione on line di uno dei giochi da tavolo più famosi al mondo: Monopoly City Streets si appoggerà alle Google Maps, con la possibilità di ricreare milioni di vie dai nomi curiosi. E i giocatori potranno sfidarsi per creare il proprio impero immobiliare e finanziario […] L’uscita è prevista per domani, 9 settembre. E il 09/09/09 sarà così ricordato come l’inizio del più grande torneo di Monopoli che si sia mai giocato.

Memorie di Adriano

Adriano_PanattaIn questi giorni di servizio notturno, mi capita di cercare qualcosa di decente da vedere in tv, inutilmente. Quando non passa nemmeno un Totò d’annata, o la replica di un Botafogo Palmeiras, un rifugio sicuro è Supertennis: un canale tematico poco più che casereccio. I diritti tv dei tornei costano, così su Supertennis passano pallosissime disquisizioni tecniche sulla cinetica del movimento del braccio nel servizio kick effettuato con la presa western di dritto, e, più raramente, spezzoni di vecchie partite degli anni ’70 e ’80. Oddio, ultimamente hanno anche passato qualche torneo in diretta, devo dire.

Ieri trasmettevano il primo singolare della terza giornata della finale di Coppa Davis fra Italia e Australia del 1977, fra Adriano Panatta e John Alexander. Ricordavo perfettamente quella partita, perché avevo messo la sveglia alle 3 per guardarla con mio padre in diretta, col commento del vecchio Guido Oddo (si, eravamo ancora in era pre-Bisteccone).

Insoma, un po’ per vedere se magari stavolta finiva diversamente, un po’ perché davvero non c’era altro da guardare, ho cominciato ad appassionarmi a quelle immagini un po’ sgranate. Sembrava tutto molto più lento, i giocatori, le palline, i movimenti… tutto.

Ho rivisto Panatta battere sul 6 a 5 in suo favore nel quarto set, due set a uno avanti, e mi sono ricordato che da bambino a quel punto stavo per ricoricarmi in attesa dell’ultimo match fra Barazzutti e Roche, che con la vittoria di Adriano sarebbe stato decisivo – invece non andai a dormire: perse quel servizio con un doppio fallo assassino sul 30 pari, e soffrii fino alla fine con un Panatta capace di risollevarsi dal 2 a 5 nel quinto set, per poi comunque perdere 11 a 9…

Vabbè, come insegnano a Lost non si può cambiare il passato, nemmeno tornando indietro nel tempo.

In tutto ciò, si è avvicinata la socia a curiosare su cosa riuscisse a trattenermi davanti alla tv seduto sulla freschissima(!) poltrona di pelle, e istintivamente le ho chiesto “ti ricordi? è la finale di coppa davis giocata a Melbourne contro l’Australia nel… ehm, niente, niente, lascia perdere”

La patente

Secondo me è assurdo che per raccogliere i funghi ci sia bisogno di un patentino, previa frequentazione di un corso, e si possa invece mettere al mondo un figlio senza bisogno non dico di un diploma, ma almeno di aver letto qualche appuntino scritto da chi ci è già passato. Anche se l’idea della scuola di specializzazione in genitorialità non mi sembra così campata in aria.

Altrimenti poi finisce che si va in giro alle tre e mezza di notte cercando buste di latte arricchito con le vitamine.