Spread per principianti

Lo spread spiegato ai profani come nessuno mi pare avesse ancora fatto. Da noiseFromAmerika.

Da quando la parola spread è divenuta di uso corrente su  radio e televisione, girano su giornali e tv almeno tre bufale che oltre a disinformarci alla fine possono anche farci del male.

Spesso saranno semplice frutto di ignoranza, ma di certo altre volte sono cavalcate per colpire il governo. Nessuna difesa del pessimo governo Berlusconi-Lavitola, tutt’altro,  ma in questa situazione queste dichiarazioni in libertà  possono anche contribuire ad influenzare i mercati e alla fine rendere un cattivo servizio a tutti gli italiani svalutandone subito i risparmi e nel futuro aumentando la probabilità di default del paese. Il governo sta già impegnandosi al massimo per questo, sarebbe quindi auspicabile che opposizione, confvarie e media non lo aiutassero: non ne ha assolutamente bisogno.

La crisi in poche parole

Le istituzioni europee non vogliono più Berlusconi, ormai è chiaro. Anzi, non lo vuole praticamente più nessunom anche all’interno del Pdl. Fanno eccezione solo quelli più preoccupati più della propria posizione attuale che del medio periodo: i miracolati e i peones (per capirci: Scilipoti e dintorni) del futuro se ne fottono, tirano a campare il più possibile e amen.

Gli altri invece, intesi come  i quadri, i ras locali, le figure di medio peso, si rendono conto che l’impero berlusconiano è alla fine, e un ricambio, finalizzato a recuperare consenso sino alle elezioni del 2013 sarebbe molto meglio per loro. Naturalmente non lo possono dire apertamente, ma a saper leggere certi riposizionamenti (Tosi, Scajola, lo stesso Formigoni) appare abbastanza chiaro.

Dall’altra parte però non è che poi si sia molto più tranquilli: eventuali elezioni anticipate magari si vincono, ma poi?

Se il governo cadesse adesso, si troverebbero alle prese con i provvedimenti richiesti dalla Bce, che non hanno alcuna intenzione di avallare, un po’ per convincimento ideologico, molto  per mera convenienza elettorale. Figuriamoci: via Berlusconi si troverebbero, per l’ennesima volta, a operare i tagli “di macelleria sociale” imposti dall’Europa ( Infatti, nel manifesto che presenteranno il 5 novembre, fra le 10 cose che propongono non ce n’è nemmeno una di quelle richieste dalla Bce. In compenso, c’è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dopo che pochi mesi fa hanno cavalcato il referendum che SI OPPONEVA a tale misura. So’ fenomeni)

Eppure sarebbe l’unica cosa ammissibile: se il governo cadesse, solo una guida autorevole (Monti?), e con un programma ben definito (le riforme imposte dall’Europa) potrebbe traghettare l’Italia alle elezioni del 2013, altrimenti, se fosse per governare secondo le ricette di Bersani e Di Pietro,tanto varrebbe andare a votare subito.

Cosa succederà?

Io la penso come Christian Rocca.

Ipotesi 1: Berlusconi adotta quei provvedimenti stasera, senza infingimenti e senza ulteriori buffonate. Improbabile.

Ipotesi 2: Berlusconi non lo fa e allora si deve trovare una maggioranza politica alternativa in Parlamento per fare queste cose ad horas e poi andare subito dopo alle elezioni. A occhio si tratta di un paradossale governo di centrodestra cioè berlusconiano, allargato al centro, forse mondato dalla Lega, non guidato da Berlusconi e con l’opposizione di centrosinistra che grida esattamente come adesso alla macelleria sociale e con i sindacati in sciopero generale. Possibile.

Ipotesi 3: Berlusconi non adotta quei provvedimenti necessari e non si dimette, anzi con un’ennesima acrobazia propone una mega tassa sui patrimoni, ovvero il medesimo ingrediente della ricetta dell’opposizione, di tutta l’opposizione, quella tecnica e quella politica, quella di centro e quella di sinistra, quella socialdemocratica e quella radicale. In questo modo, facendo esattamente quello che l’opposizione vorrebbe fare, Berlusconi frega l’opposizione, i mercati se ne fregheranno perché la patrimoniale non risolverebbe nulla e alla fine a rimanere fregati saremo noi. Probabile.