Palleggi

Mi dicono che siccome fra chi comanda non ci si mette d’accordo su chi lo debba gestire, il circolo tennis è chiuso da oltre due mesi.

 

Ora tocca al Torino

Che fenomeno!

Francesca Schiavone ha vinto la finale del Roland Garros contro un’avversaria probabilmente più forte sul piano del gioco, ma messa sotto con personalità e coraggio. Ha vinto giocando al massimo delle sue possibilità nella partita più importante della sua carriera, ed è questo che ai miei occhi la rende straordinaria.

Allo stesso modo, se giocando così avesse perso, e poteva ben perdere, non ne avrei avuto minore considerazione.Nessun braccino, paura, emozione: è partita giocando da subito al massimo, e rimanendo nella partita anche quando, nel secondo set, le cose sembravano mettersi male.

Certo, poi c’è la tattica, i colpi, le discese a rete in contro tempo, gli angoli aperti contro il dritto dell’avversaria, gli ace e tutto il resto – ma la vittoria di oggi è per il 70% una questione di carattere.

Giù il cappello.

ps: bravissima anche la rai ad acquistare i diritti della finale da eurosport, e quindi a trasmetterla in chiaro su rai3. Probabilmente grande merito va a Garimberti, che è appassionatissimo di questo sport.

Detto ciò, aridatece bisteccone…

Rai, di tutto di più

RadioUno Rai annuncia nel GR1 dell’una: “L’italia del tennis conquista la Fed Cup. Decisiva la Pennetta che batte settantacinque a sessantadue l’americana Oudin”.

(Ubitennis)

Memorie di Adriano

Adriano_PanattaIn questi giorni di servizio notturno, mi capita di cercare qualcosa di decente da vedere in tv, inutilmente. Quando non passa nemmeno un Totò d’annata, o la replica di un Botafogo Palmeiras, un rifugio sicuro è Supertennis: un canale tematico poco più che casereccio. I diritti tv dei tornei costano, così su Supertennis passano pallosissime disquisizioni tecniche sulla cinetica del movimento del braccio nel servizio kick effettuato con la presa western di dritto, e, più raramente, spezzoni di vecchie partite degli anni ’70 e ’80. Oddio, ultimamente hanno anche passato qualche torneo in diretta, devo dire.

Ieri trasmettevano il primo singolare della terza giornata della finale di Coppa Davis fra Italia e Australia del 1977, fra Adriano Panatta e John Alexander. Ricordavo perfettamente quella partita, perché avevo messo la sveglia alle 3 per guardarla con mio padre in diretta, col commento del vecchio Guido Oddo (si, eravamo ancora in era pre-Bisteccone).

Insoma, un po’ per vedere se magari stavolta finiva diversamente, un po’ perché davvero non c’era altro da guardare, ho cominciato ad appassionarmi a quelle immagini un po’ sgranate. Sembrava tutto molto più lento, i giocatori, le palline, i movimenti… tutto.

Ho rivisto Panatta battere sul 6 a 5 in suo favore nel quarto set, due set a uno avanti, e mi sono ricordato che da bambino a quel punto stavo per ricoricarmi in attesa dell’ultimo match fra Barazzutti e Roche, che con la vittoria di Adriano sarebbe stato decisivo – invece non andai a dormire: perse quel servizio con un doppio fallo assassino sul 30 pari, e soffrii fino alla fine con un Panatta capace di risollevarsi dal 2 a 5 nel quinto set, per poi comunque perdere 11 a 9…

Vabbè, come insegnano a Lost non si può cambiare il passato, nemmeno tornando indietro nel tempo.

In tutto ciò, si è avvicinata la socia a curiosare su cosa riuscisse a trattenermi davanti alla tv seduto sulla freschissima(!) poltrona di pelle, e istintivamente le ho chiesto “ti ricordi? è la finale di coppa davis giocata a Melbourne contro l’Australia nel… ehm, niente, niente, lascia perdere”

Intermezzo

Interrompiamo la PDeide per segnalarvi qualche notiziola sportiva interessante:

  • le strane scommesse sulla partita ti B Brescia-Ancona giocata martedì sera
  • a Sacramento, i Kings devono aver messo le porte girevoli: sette giocatori nuovi!
  • i numeri della profonda crisi del tennis italiano

Domande a New York

E’ iniziato lunedì il quarto torneo dello slam, lo US Open.

Nadal riuscirà a confermare il suo fresco primato nella classifica mondiale vincendo un torneo in cui non ha mai superato i quarti di finale? O Federer piazzerà la zampata del vecchio leone? Oppure Djokovic confermerà la diffusa opinione che il vero numero uno sul cemento è lui?

Ma soprattutto, Ana mi avrà già dimenticato?

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