Distanze

Poco più di un anno fa ero a Lhasa, Tibet, provincia dell’impero cinese. La mattina del 7 aprile, mi sveglio e mi preparo per andare in classe, come sempre di fretta. Nei corridoi e per le scale incontro professori, il portinaio, la custode. Tutti mi dicono: mi dispiace. Tutti mi chiedono: avevi parenti lì?

Ora, quanti di voi sanno che c’è stato un terremoto nella Cina nord-occidentale, in un’area di cultura tibetana?

La notizia è a pagina 20 e qualcosa sui giornali italiani, in quarto piano sui siti. In fondo cosa contano 600400 morti di fronte alle evoluzioni e i rapporti tra fini e berlusconi?

update: la pensa così anche Giovanni

Probabilmente non ve ne siete accorti, ma c’è stato un altro terremoto. Sì, un altro terremoto. E sono morte 400 persone. Sì, 400. Però se non ne avete notizia non vi biasimo, perché non sembra fregare a nessuno. In Italia.

La solita (triste) disinformazione

Trent’anni fa fecero prima.

Si sa, nelle urgenze mica si va troppo per il sottile

Su Friendfeed, Vic segnala una lettera al Messaggero a proposito  del decreto legge in materia di interventi urgenti in favore delle prsone colpite dal sisma in Abruzzo:

Ma nel decreto n. 39 c’è anche di peggio: all’art. 3, comma 1 , lettera c, si dispone che se un immobile, gravato da un mutuo, è andato distrutto, la Società Fintecna, a richiesta del privato cittadino. si accollerà il mutuo nei limiti del contributo che al predetto è stato riconosciuto, ma diverrà proprietaria di quel che resta dell’immobile. Se però il mutuo supera il contributo riconosciuto, la conseguenza parrebbe essere, dall’esame della norma, che il cittadino dovrà continuare a pagare la parte residua del mutuo: insomma non avrà più la casa ma continuerà a pagare il mutuo. Il rischio è che la città vada per gran parte nelle mani della Fintecna. Ma se, come è facile prevedere, il cittadino non riesce, col contributo e con il mutuo a tasso agevolato, a coprire l’intera spesa per il restauro o la ricostruzione (rispettando, si spera, le norme antisismiche), dovrà contrarre un ulteriore mutuo, a tasso di mercato, con la banche. Insomma quello delineato dal decreto n. 39 è un meccanismo infernale che consegnerà una città nelle mani di banche, finanziarie e usurai.

(via Wittgenstein)

Eccerto

Sentito ieri sera ad Exit, su la7, il presidente della sezione de L’Aquila di Confindustria chiedere a gran voce che si possa affidare la ricostruzione solo ad imprese  locali. “Certo” ha aggiunto in un attimo di realismo”le leggi europee sono quello che sono”.

Appunto: bisognerebbe violare la legge sugli appalti e quella sulla concorrenza per permettere che a guadagnare siano le stesse aziende che, sempre violando la legge, hanno fatto si che la gran parte delle abitazioni della città sia  crollata o comunque inagibile.

Fantastico, no? E nessuno che abbia avuto il coraggio di farlo notare.

Terremoto in tv

Io proporrei una moratoria internazionale per mettere al bando la domanda “Cosa prova?” dalle interviste a chi è già evidentemente provato dal terremoto o da qualsiasi altra disgrazia.

Update: A quanto pare, mi sono perso il peggio. Che schifo.

Una scena imbarazzante e raccapricciante [qui trovate il video, il servizio inizia al minuto 01:57], specie per chi ci crede ancora un poco nella professione, che ha raggiunto il suo culmine con una successiva domanda: “Avete mangiato oggi? No? Come mai, non avevate fame?”.

(via Wittgenstein)

Note stonate

Ho letto del terremoto questa mattina su corriere.it, poi all’ora di pranzo sono stato in giro a Taranto e non ho quindi seguito i telegiornali, bensì la radio. Ho sentito dar spazio a testimonianze straordinariamente toccanti ma pur sempre serene e misurate, e non per questo meno interpreti della sorte toccata a quelle persone, e a quei luoghi. Ho trovato anche i conduttori misurati, partecipi ma senza voler diventare anch’essi attori della tragedia: un bell’esempio di servizio pubblico.

Quello che ho trovato terribilmente stonata è la dichiarazione di Bertolaso secondo cui  questa sarebbe la tragedia peggiore del millennio, che davvero non si capisce che senso abbia.

Non mi meraviglia che anche altri abbiano notato la cosa, e l’abbiano anche scritto molto meglio del sottosritto:

Ma uno che in tutto questo ritenga di dichiarare “la peggiore tragedia di questo millennio”, non dovrebbe essere accompagnato a casa e sostituito da qualcuno che sappia di cosa parla? E i telegiornali che lo ripetono, non dovrebbero essere chiusi e sostituiti dall’intervallo con le pecore?

(Lo tsunami del 2004 fece 286mila morti, il terremoto del Kashmir del 2005 ne fece 86mila, il terremoto del Sichuan ne fece 70mila, 20mila nel Gujarat nel 2001: mi fermo?)

update: mi hanno scritto alcuni interpreti della parole di Bertolaso sostenendo che si riferisse all’Italia. Magari è così, ma in questo caso: uno, si esprima più efficacemente, se uno vuol dire “in Italia” dice “in Italia”; due, l’uso del superlativo e dell’enfatico termine “millennio” rispetto a nove anni della storia di una piccola penisola mi rendono altrettanto sospettoso sulla misura e l’equilibrio di analisi dell’uomo.

(wittgenstein.it)