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Sto migliorando. Anche se all’inizio ha fatto finta di non ricordare nemmeno il mio nome, quella stronza.

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Me and the Wii

Nella mia vita “informatica” i momenti in cui mi sono appassionato ai videogame sono stai davvero sporadici, e piuttosto brevi. Ricordo solo l’improvviso innamoramento per wolfenstein 3D (primi anni 90?), poi  solo una breve ma intensa stagione nfl  conclusa con 9 vitorie e 7 sconfitte in un game Sierra, e, ormai nel XXI secolo una breve parentesi di rincoglionimento per MOHAA.

Insomma, mi sentivo abbastanza immune da altre ricadute, così che quando la socia mi ha regalato la WII, ci ho giocato si con grande divertimento  ma insomma, un po’ per difficoltà logistiche, un po’ per pigrizia, senza perderci il sonno. L’ho riscoperta a Kinder, dove malgrado la scarsissima pratica, sono arrivato in semifinale in un combattutissimo torneo di wii-tennis, sconfitto solo da Mantellini in semi, e da Zoro nella finale di consolazione. Sorvolo invece per decenza sulle mie prove alla wii-fit, in slalom e al salto sugli sci, ridicole. E’ stato però allora che ho deciso di comprarla, la wii-fit, perché non mi capacitavo di essere così impedito nelle prove di equilibrio, e così ho fatto. Solo che per i motivi logistici di cui sopra è rimasta a lungo nella sua confezione originale, sin quando non mi sono finalmente trasferito nella mia attuale dimora, un mini-appartamento alla sice, dove il mio ingresso-soggiorno-salotto-studio-cucina-tinello, con il suo arredamento minimal (ehm) mi consente finalmente di sbracciare in lungo e in largo col coso bianco – insomma, avete capito, no?

L’inizio non è stato entusiasmante: dopo un breve test,  la mia età biologica è risultata essere di circa 58 anni. E sarei pure sovrappeso (parecchio sovrappeso, secondo quella bastarda). Ma insomma, alla fine ho cominciato a giochicchiarci, specie allo slalom, con i soliti scarsi risultati. “Dilettante”, il responso. Dalle 3 alle 5 porte saltate, in genere. Fino a ieri sera: arrivato a casa dopocena, verso le 9 e mezza, da solo e senza piatti da lavare, ho acceso la pedana con cattiveria, con l’aria tipo “a noi due,  stronza di una wiifit”. Mi sono incaponito per un’ora e mezza buona, con solo le interruzioni pallosissime del telefonino che squillava sempre mentre scendevo nella mia manche migliore ( 😉 ) , e alla fine ce l’ho fatta.

“Professionista”, 35 secondi, e senza penalità.

Me ne sono andato a letto contento come un bimbo, orgoglioso della mia performance, e quando ho poggiato la testa sul cuscino, già dormivo da qualche frazione di secondo.

Solo che il sonno del giusto è durato poco, alle 3 mi sono svegliato con la sensazione di essere in una centrifuga, con tutta la stanza che mi girava vorticosamente davanti agli occhi. Continuavo a scendere in slalom ancora ed ancora, con quella cazzo di musichetta a martellarmi le ‘recchie. Steso a letto, continuavo a zigzagare nella stanza ormai diventata la mia pista azzurra di una discesa senza fine. Roba bruttissima, credetemi.

Stesera vado al cinema.