A ‘sto giro passo

Alle ultime elezioni politiche alla camera ho votato per Fare (per Fermare il Declino).

Da qualche giorno sono state pubblicate le regole per il prossimo congresso. Per votare bisogna essere tesserati, e la tessera costa 30€. Per chi ha effettuato donazioni  almeno equivalenti al movimento, la tessera è gratis.

Io solo 25.

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Scrivo tanto per Fare

La novità odierna dal fronte del Fare è la sua scissione, fra cosa o chi non ho capito bene, ma è bello lo stesso.

Abbiamo perciò deciso, con amarezza, ma con la consapevolezza che in questa fase si tratta dell’unica soluzione possibile, di procedere ad una separazione consensuale tra Fare per Fermare il Declino e Ali – Fermare il declino, le due entità giuridiche del gruppo, che non necessariamente rimarranno con la medesima denominazione sociale. Esse continueranno nella loro attività politica e culturale aggregando ciascuna chi si sentirà di collaborare con l’una o l’altra (o entrambe, ovviamente) ed auspichiamo che in occasione di futuri appuntamenti elettorali possano collaborare insieme per l’attuazione dei 10 punti del programma che ci hanno fin qui unito.

Oggi Fare, domani dire e baciare (c)

Ho messo a repentaglio la pace famigliare per ascoltare per qualche ora lo streaming  della direzione nazionale di Fare,  conclusa con l’approvazione della mozione della coordinatrice Enrico, che dà incarico alla direzione stessa di preparare lo statuto e di indire i  congressi locali, regionali e infine quello nazionale entro il 31 maggio. Si è trattato di una “close call”, con 8 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto.

E’ stata quindi sconfitta la linea di uno dei fondatori, Michele Boldrin, che con una lettera aperta aveva chiesto l’azzeramento della direzione nazionale.

L’annunciata fuoriuscita di Boldrin dal movimento è stata quindi seguita dall’annuncio di un dettagliato resoconto che dovrebbe essere pubblicato domani su noiseFromAmerika. Nel frattempo, l’HuffingtonPost ha invece pubblicato una ricostruzione dell’accaduto che Boldrin ha seccamente smentito sul suo profilo Facebook.

Non possono rimanere li’ un minuto di piu’ a “fare politica”, anche perche’ non la sanno fare. E perche’ manipolerebbero il congresso e le sue procedure, lo statuto e tutto il resto. Come hanno fatto oggi: vi rendete conto che delle persone nominate dai fondatori si sono arrogate il potere di impedirmi di parlare ed hanno chiesto ai fondatori di farsi da parte!? Ridicolo. Occorrono quindi caretakers imparziali e che abbiano la confidenza di tutti

Altri autorevoli membri del movimento, sembrano non gradire…

update: Fare è una miniera! oggi Boldrin ha ritirato le dimissioni, e si è invece dimessa tutta la direzione nazionale, Silvia Enrico in testa. 

Piccola nota autobiografica a margine: tifare Torino, Sacramento Kings, votare Fare dopo essere stato del Pd, mi rendono una specie di campione mondiale di cause perse, temo.

Qualcosa su cui dovrei fermarmi a riflettere, un giorno di questi.

Fare (Volare gli Stracci)

Fare per Fermare il Declino perde Michele Boldrin, uno dei fondatori, certamente il più noto.

Lo ha annunciato su Facebook, dopo aver scritto una lettera alla direzione nazionale del movimento che si riuniva questa mattina. Qui lo streaming della riunione.

Posso sommessamente dire che mi dispiace?

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Abbi dubbi

In una trentennale “carriera” di elettore, per la prima volta ho dovuto pensarci parecchio.

Fino a qualche mese fa ero abbastanza orientato a votare Pd, malgrado molte cose di quel partito non mi piacciano. La vittoria di Bersani alla primarie, la perenne vicinanza/sudditanza a CGIL e magistratura, un programma economico deludente,una campagna elettorale ancora incentrata sul “non far vincere le destre” e con l’aggravante di ridicole trovate finto-giovaniliste, da ultimo la questione MPS, hanno ulteriormente incrinato la mia convinzione.

Apro una parentesi: avendo votato per Renzi alle primarie, ricordo bene di aver sottoscritto un’adesione al programma del PD e un impegno a votarlo, ma francamente ho sempre considerato la questione davvero ridicola. Che senso ha richiedere un impegno a votare un partito prima ancora di decidere il suo candidato e il suo programma? Può valere per un iscritto, non certo per uno che, come me, non ha la tessera da un paio d’anni e che ha un impegno politico al di fuori del PD stesso. Parentesi chiusa.

Così, senza altri vincoli se non quello di votare per qualcuno solo se almeno passabilmente convinto, ho votato in questo modo: PD al senato, e Fare per Fermare il Declino alla camera.

Se nel primo caso è prevalso un certo senso di urgenza democratica a votare (in fondo la governabilità si decide al senato, e il PD è l’unico partito in grado di governare in maniera più o meno stabile per i prossimi cinque anni, se i numeri glielo consentiranno), nel secondo caso ho scelto di votare per chi ritengo abbia il programma più corretto (e rivoluzionario!) per questo paese.

Si, lo so, Giannino è un pirla, ma le cose buone di Fermare il Declino rimangono. Forse non prenderanno abbastanza voti per entrare in parlamento… ma sapete che c’è?

Chissenefrega.