Ai raffinati politologi di twitter

Ennesima morte all’ILVA.

Niente da dire di sensato di fronte alla tragedia di una città (e di una provincia) che si lacera nel conflitto fra diritto alla salute e diritto al lavoro, come se morire di fame o di malattia/infortunio sia un’alternativa accettabile.

Solo una domanda, però: chi è l’unico leader nazionale venuto a Taranto in campagna elettorale?

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“E’ il primo passo verso una trasformazione profonda, che giungerà a mutare sostanzialmente il volto e la vita de mezzogiorno, del mezzogiorno agricolo, povero, fermo da troppi secoli all’avara civiltà dell’ulivo”.

La costruzione dell’ILVA in un video fenomenale

(via avetrana.org)

“Ma secondo voi, è normale?”

Dal profilo di Ilaria Longo, su FB. Via ilpost.it.

noiseFromAmerika sul caso Taranto

Segnalo un post molto ben documentato (e aggiornato) sul disastro ambientale tarantino, le sue probabili cause, e anche qualche proposta per cambiare le cose.

Impressionanti, per chi non li leggesse quotidianamente nella realtà, i dati sulla probabilissima correlazione  statistica inquinamento-neoplasie:

Recentemente, dopo le numerose pressioni mediatiche, sono stati pubblicati i dati del neonato Registro dei Tumori Jonico Salentino. I risultati sono agghiaccianti. In epidemiologia l’indicatore che si usa per capire quanto è rischiosa una area industriale per la popolazione circostante è lo Standardized Mortality Ratio (SMR), che è il rapporto tra la percentuale di mortalità per una data patologia osservata nell’area di interesse e la mortalità attesa di tale patologia in una popolazione media. Come evidenzia la tabella sotto indicata, a Taranto, per la popolazione maschile il SMR è costantemente superiore a 100 in tutti i periodi di studio.

I risultati delle analisi sono praticamente analoghi alle conclusioni dell’Unità di Statistica ed Epidemiologia della ASL TA/1 nel periodo 1998-2002 (Bollettino Epidemiologico n°6, S.C. Statistica ed Epidemiologia ASL TA, Dipartimento di Prevenzione ASL TA, dicembre 2005).

 

La buona politica

La norma che obbliga l’ILVA ad abbattere le sue emissioni inquinanti di diossine e nitrofurani ora è legge.

Ilva: Vendola mantiene la promessa

La Regione ha approvato un disegno di legge che prevede una drastica, ancorché progressiva riduzione dei limiti complessivi delle emissioni di diossine e furani dagli attuali 10 nanogrammi, a 2,5 nell’aprile 2009, e 0,4 nell’anno successivo.

Il ministro Prestigiacomo non sembra prenderla benissimo:

”Il disegno di legge proposto da Vendola sull’Ilva di Taranto, se approvato dal Consiglio regionale – dice il ministro – implicherebbe la chiusura dello stabilimento entro 4 mesi: un dato – aggiunge – che il presidente della Regione Puglia ben conosce e che rischia di innescare un problema sociale di enorme portata per Taranto e per la Puglia”. ”I limiti di emissione per diossine e furanni (0,4 ng a metro cubo) – aggiunge anche il ministro – sono previsti dal Protocollo di Arhus oggetto della Decisione del Consiglio dell’Unione Europea 2004/259/CE del 19 febbraio 2004. Nell’annesso VI del Protocollo si prevede che i termini per l’applicazione dei valori limite per le fonti fisse sono fissati in 8 anni dall’entrata in vigore della Decisione, cioe’ nel 2012”

Nel frattempo, come segnalato anche da Daniele, il pluri-pregiudicato incaricato dal ministero di valutare l’istruttoria per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale è stato rimosso.