Ahem

Dal sito dell’ottimo Flavio Massari, Fotoregata.it

Terza giornata (ma seconda utile) per il campionato invernale Tarantino, disputata in condizioni perfette, con vento stabilito di 10-12 nodi in partenza, rinforzato fino a 16 e poi calato ancora a 12 nel corso delle due prove programmate più la terza di recupero. La prima prova vede schizzare via dalla linea Doctor J, che emerge mure a sinistra con una velocità impressionante, e riesce a mantenere il vantaggio sino alla fine, seguito da un jebedee sempre sul filo di lana con gli avversari. Terzo posto per Lumachia, probabilmente la barca rivelazione di questo campionato, già discretamente piazzata nell’esordio del campionato precedente.

Annunci

Più in generale

Allargando il discorso alla manovra nel suo complesso, e al governo Monti in generale, trovo poi che dopo i comici d’avanspettacolo a cui eravamo abituati negli ultimi anni, lo stile, la serietà, la preparazione apparente degli esponenti del governo appare davvero come una boccata di aria fresca, come di ritrovate normalità e serietà.

Sin qui niente da dire,  davvero. La presentazione del decreto è stata di una misura, garbo competenza ed efficacia alle quali davvero non eravamo più abituati, e questo è il nuovo standard di comportamento col quale le prossime classi dirigenti del paese si dovranno confrontare, finalmente.

Detto ciò, però, l’innamoramento complessivo di tanta parte dei commentatori di sinistra, ormai prossimi alla santificazione di Monti, fa davvero sorridere.

Io conosco bene solo pochi campi in cui questo decreto avrà effetti, e non mi paiono molto convincenti. Troppe tasse, poco risparmio di spesa, se non sulle pensioni. Fatemelo dire, il blocco degli adeguamenti delle pensioni fa veramente senso.

E visto che ci sono, dico anche una cosa poco piacevole, mi rendo conto: lo scudo fiscale di Tremonti è stata una vera schifezza epocale, un gigantesco regalo fatto a evasori, probabilmente malviventi. Consentire di regolarizzare cifre ingentissime sottratte alla fiscalità generale al prezzo del solo 5% è una vergogna che rimarrà per sempre ad onta del peggior governo della storia repubblicana.

Detto questo però, quello scudo fiscale rimane un impegno preso dallo stato nei confronti di una parte dei suoi cittadini, sia pure quelli “peggiori”, e tale dovrebbe rimanere.

Rimangiarsi impegni presi, cancellare la certezza delle norme ad ogni convenienza del momento, quando anche fosse “giusta” per principio morale, è sempre sbagliata. Uno dei problemi di questo paese è anche soprattutto questo, il non poter avere nessuna fiducia nell’amministrazione dello stato.

 

 

 

Mari e Monti

Volevo parlare della tassa sulle barche, poi mi è arrivata una mail che  annuncia il testo definitivo del decreto che sancisce la liberalizzazione dei farmaci di fascia C. Dal primo gennaio, infatti, la vendita di farmaci con obbligo di ricetta viene estesa anche alle parafarmacie, o comunque a tutti i punti vendita in cui c’è la presenza di un farmacista.

E fin qui avrei già molto da dire, ma mi astengo, perché il punto importante è un altro: su questi farmaci sarà possibile praticare sconti da parte dai farmacisti – o forse sarebbe meglio dire negozianti, a ‘sto punto.

Intendiamoci, non intendo certo negare che all’interno della farmacia, intesa come “istituzione”, l’anima commerciale e quella professionale convivano con alterne fortune, il punto è che fino ad ora c’è sempre stato un limite invalicabile: la ricetta medica. Da Aosta a Trapani il farmaco “importante” è sempre costato uguale.

Dal primo gennaio cambierà tutto.  La novità dirompente è che, anche su questi farmaci ( come già da qualche anno sui prodotti da banco e i SOP, cioè senza obbligo di ricetta medica) sarà possibile praticare prezzi promozionali.

In termine strettamente tecnico, questa cosa è, a mio parere, una gigantesca stronzata.

Il problema sono i prezzi alti? Si imponga una riduzione per legge di una cifra percentuale X, e amen. Praticare prezzi diversi, su farmaci sui quali i pazienti NON hanno possibilità di scelta, perché prescritti dal medico, significa discriminare il diritto alla salute di alcuni rispetto ad altri, rispetto cioè alla fortuna di abitare vicino a un centro commerciale, o una catena di parafarmacie invece che sul cucuzzolo di una montagna.

4. E’ data facoltà alle farmacie e agli esercizi commerciali di cui all’art. 5, comma 1, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, di praticare liberamente sconti sui prezzi al pubblico su tutti i prodotti venduti, purché gli sconti siano esposti in modo leggibile e chiaro al consumatore e sia praticato a tutti gli acquirenti.

Infine, mi sia consentita una punta di benaltrismo: ok, vada per la liberalizzazione dei farmaci, benissimo. Possibile però che sia l’unico provvedimento adottato sul tema? Tassisti, giornalisti, notai… niente? Davvero l’Italia non cresce per il monopolio dei farmaci di fascia C detenuto dalle farmacie?

Professori, puah.