Ogni tanto capita

Qualunque cosa ne pensi Epifani, stavolta il governo ha fatto una cosa buona: regolamentare il diritto di sciopero nel settore dei trasporti è sacrosanto. In Italia nell’ultimo anno sono stati proclamati oltre 2100 scioperi, ma solo 1300 attuati effettivamente, e spesso da sindacati autonomi di scarsissima rappresentatività. La sola proclamazione della sciopero, infatti, nel settore dei trasporti è già sufficiente a propagare il panico fra i viaggiatori e a causare il danno all’azienda, e agli utenti. A quel punto, i lavoratori revocano lo sciopero all’ultimo momento e così portano a casa pure la paga giornaliera.

«Potranno proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti sindacati che hanno complessivamente almeno il 50% della rappresentanza. In alternativa, le organizzazioni che hanno almeno il 20% possono ricorrere al referendum preventivo, che deve registrare un consenso di almeno il 30% dei lavoratori». La regolamentazione dello sciopero «virtuale» sarà demandata «alla contrattazione tra le parti e potrà essere effettuato secondo varie modalità che dovranno essere decise dalle parti sociali in accordo con la commissione di garanzia»

Annunci

Vicini ai problemi della gente

Arriva alla Camera l’ora di pausa per i deputati impegnati nei lavori dell’aula. La decisione è stata presa dal presidente Gianfranco Fini e comunicata nella riunione dei capigruppo che si è svolta oggi nel suo studio. «Con il nuovo sistema di voto che funziona con le impronte digitali -ha spiegato il rappresentante dell’Udc, Michele Vietti- saremo costretti a stare in aula molte più ore. È normale quindi che ci sia una pausa, per prendere un caffè, fare qualche telefonata, incontrare un ospite oppure, molto più semplicemete, andare al bagno». Ci saranno dunque: una pausa il martedì (quando le votazioni cominciano alle 14) dalle 17 alle 18; due pause il mercoledì dalle 11 alle 12 e dalle 18 alle 19; e una pausa il giovedì, dalle 11.30 alle 12.30.

(da Leggo.it, via Daniele)

20090226_dorme.jpg

Libertà di coscienza. Ad avercela, una coscienza…

Io la penso esattamente così, virgole comprese:

“Deve esserci libertà di coscienza sui temi etici” (Franceschini)

è un approccio piuttosto condiviso dalle nostre parti e che si basa sulla convinzione che il personale ed il pubblico debbano coincidere. per questioni di coerenza. il che è una grossa cazzata.

quella personale è una dimensione altra. la stortura è una politica che sia portare avanti le proprie opinioni. e non mettere le proprie capacità al servizio degli altri. di tutti gli altri, a prescindere da quel che si pensa giusto per sé.

perché è ovvio che deve esistere la libertà di coscienza, ma il politico la dovrebbe riporre in un cassetto. è al servizio del paese, tutto il paese. poi nel caso, per questioni di coscienza, quando toccherà a lui ed aldilà della legge, deciderà cheffare del sondino che lo nutre. o del feto che lo alberga.

finché la politica resta l’imporre a chiunque ciò che è giusto per me, è inutile discutere di lider e di nomi. in questa ottica, l’unico politico che ognuno può accettare è se stesso. o chi la pensa esattamente come me. che è un tipo che ovviamente, e fortunatamente, non può esistere.

(Cristiano Valli)

ps: se poi non fossi in settimana di astensione dal pd, vi direi pure di leggere questo.

La ricetta di “tg2 – costume e società” contro la crisi

Anche oggi un bellissimo servizio sulle professioni dimenticate: dopo l’idraulico e il falegname di qualche giorno fa, oggi era il turno di calzolaio ed arrotino (“è sempre più difficile trovare qualcuno che ti affili il rasoio” – fosse vivo, Jack lo squartatore se ne lamenterebbe su facebook). La prossima volta parleranno del dagherrotipista e dello spazzacamino.

Un leggerissimo stato d’ansia

L’homebanking  di unicreditbancadiroma stamane ha deciso di non dare il saldo del conto.

immagine-2