La guerra continua

In questo blog, sono stato spesso molto critico nei confronti del Comitato di Salute Pubblica perché, pur riconoscendo l’importanza della battaglia e l’impegno dei suoi componenti, ho sempre pensato che attaccare su questo problema l’attuale amministrazione fosse molto strumentale – sensazione poi rafforzata dall’impegno politico in prima persona di alcuni componenti del comitato.
Detto questo, non ho difficoltà ad ammettere che a distanza di mesi devo rivedere il mio giudizio, almeno in parte: ormai da mesi, le sole notizie sullo stato di avanzamento della progettazione del depuratore vengono dalle iniziative del comitato.
Sul blog del comitato trovate l’esito dell’incontro di ieri sera.

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Quello che avrei voluto scrivere sul caso Marrazzo

Lo dicono molto meglio di me Malvino

“A me piacciono i trans – avrebbe dovuto dire – e ogni tanto, quando mi va, vado a letto con uno di loro”. Pagandolo? “Non sono contro la prostituzione – avrebbe dovuto dire – e penso che ciascuno sia libero di vendere il proprio corpo, se è maggiorenne e non vi è costretto”.
Ma andare a letto con un trans… “Non consento ad alcuno di giudicare i miei gusti sessuali – avrebbe dovuto dire – e tanto meno di criminalizzarli, perché vado a letto con individui maggiorenni e consenzienti. Fatti miei, è il mio privato”.
E allora perché venircelo a raccontare? “Perché non mi ritengo ricattabile – avrebbe dovuto dire – e oggi mi hanno chiesto del denaro in cambio del silenzio su quanto ho qui rivelato”. Piero Marrazzo non l’ha fatto: si è ritenuto ricattabile e ha pagato i suoi ricattatori.

…e Giovanni

Cosa fa di una persona come Marrazzo un individuo ricattabile? Il fatto che abbia usato l’autoblù per cose private? Il fatto che abbia omesso di denunciare un reato? No. Tutto quello che ne è venuto fuori è incentrato sulla censura – mi vengono i brividi ad associare questa parola a un comportamento sotto le lenzola – morale, per la conduzione di un campione non approvato di vita sessuale. […]
Questo malinteso senso della gravità delle cose, non mi stanco di dirlo, è colpa di una invertita idea di etica – pressoché appaltata dalle religioni – per cui esistono dei crimini senza una vittima; per cui c’è qualcosa di “immorale” nel fare alcune cose anche se queste non danneggiano gli altri. È l’idea che la misura del bene o del male sia in qualche modo postulata lì in alto, e non risieda nell’infrazione dei diritti o della felicità altrui.

Una parola sola

Non che meriti tante attenzioni, però questa è buona
rut

(grazie a Claudio Caprara, su FF)

Spunta l’alba di un nuovo giorno

E sarà un giorno difficille, per il nostro nuovo segretario.

Perle (etc.)

La domanda se l’opinione pubblica, indipendentemente dalla sua composizione e dal suo orientamento, sia sempre da rispettare e obbedire non può che ammettere un’unica ragionevole risposta. La teoria secondo la quale «la voce del popolo è la voce di Dio» può essere accettata soltanto con forti riserve, poiché la pubblica opinione è un’entità variabile, che spesso, come afferma Jefferson, «cambia alla velocità del pensiero», e che dunque non può aver sempre ragione. Era forse «la voce del popolo, voce di Dio» a sostenere la schiavitù umana in una Repubblica votata alla libertà?
È lampante che spesso il sommo dovere della stampa è contrastare l’opinione pubblica. James Bryce ha veridicamente affermato che «le democrazie avranno sempre demagoghi pronti ad alimentare le vanità, a solleticare le passioni e a enfatizzare i sentimenti del momento. Ciò di cui hanno bisogno sono uomini capaci di nuotare controcorrente, di denunciare gli errori commessi, di insistere con maggior forza su un problema quanto più risulta sgradito».

Joseph Pulitzer

(via wittgenstein)

Ha ragione Guzzanti

Nel Pd tutti la pensano a modo loro ma continuano imperterriti a rimanere insieme… a sinistra invece continuano a dividersi anche se la pensano uguale.

Più prendono batoste più prolificano. Non c’è che la sconfitta elettorale per alimentare le voglie scissionistiche dell’estrema sinistra. Fino ad un paio di giorni or sono, a sinistra del Partito Democratico c’erano “Sinistra e libertà” (Vendola), “Rifondazione comunista” (Paolo Ferrero), il “Partito dei comunisti italiani” (Diliberto), “Sinistra democratica” (Mussi), il “Partito Comunista dei lavoratori (Ferrando). Ma oggi salutiamo gioiosi l’arrivo del sesto partito atomico comunista. Si chiama “Comunisti-Sinistra Popolare”. Il leader è Marco Rizzo. “Non è l’ennesimo partito ma una sorta di lobby morale”, dice Rizzo. Nello stemma c’è la falce e il martello. La differenza con gli altri? “Loro vivono di politica, noi facciamo politica”, dice Rizzo. Il fine? C’era da giurarlo: “Costruire un grande movimento anticapitalista e comunista”. Tutti quelli che si scindono lo fanno per costruire una grande partito comunista. E nel frattempo? L’attività più esaltante è quella di parlare male degli altri, quelli con i quali vuoi formare il grande movimento anticapitalista e comunista. Dice Rizzo, tanto per portare serenità nell’ambiente: “La sinistra di oggi è antipatica, poltroniera, radical chic e inconcludente”.

(grazie a Francesco Costa)