Come siamo messi

Stasera in tv il confronto fra i cinque candidati del centrosinistra a guidare l’Italia. l’immagine qui sotto è presa dal sito ufficiale del PD.

Il confronto è stato organizzato e sarà trasmesso dal canale satellitare SkyTg24, ma potrà essere visto anche in chiaro su Cielo, il canale di Sky Italia sul digitale terrestre. Il dibattito sarà visibile anche online in streaming sul sito Sky.it e su quello ufficiale delle primarie del centrosinistra, che si chiama “Italia. Bene Comune”. Potrà essere visto anche su tablet e smartphone attraverso l’applicazione SkyGo per gli abbonati alla piattaforma satellitare.

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La crisi in poche parole

Le istituzioni europee non vogliono più Berlusconi, ormai è chiaro. Anzi, non lo vuole praticamente più nessunom anche all’interno del Pdl. Fanno eccezione solo quelli più preoccupati più della propria posizione attuale che del medio periodo: i miracolati e i peones (per capirci: Scilipoti e dintorni) del futuro se ne fottono, tirano a campare il più possibile e amen.

Gli altri invece, intesi come  i quadri, i ras locali, le figure di medio peso, si rendono conto che l’impero berlusconiano è alla fine, e un ricambio, finalizzato a recuperare consenso sino alle elezioni del 2013 sarebbe molto meglio per loro. Naturalmente non lo possono dire apertamente, ma a saper leggere certi riposizionamenti (Tosi, Scajola, lo stesso Formigoni) appare abbastanza chiaro.

Dall’altra parte però non è che poi si sia molto più tranquilli: eventuali elezioni anticipate magari si vincono, ma poi?

Se il governo cadesse adesso, si troverebbero alle prese con i provvedimenti richiesti dalla Bce, che non hanno alcuna intenzione di avallare, un po’ per convincimento ideologico, molto  per mera convenienza elettorale. Figuriamoci: via Berlusconi si troverebbero, per l’ennesima volta, a operare i tagli “di macelleria sociale” imposti dall’Europa ( Infatti, nel manifesto che presenteranno il 5 novembre, fra le 10 cose che propongono non ce n’è nemmeno una di quelle richieste dalla Bce. In compenso, c’è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, dopo che pochi mesi fa hanno cavalcato il referendum che SI OPPONEVA a tale misura. So’ fenomeni)

Eppure sarebbe l’unica cosa ammissibile: se il governo cadesse, solo una guida autorevole (Monti?), e con un programma ben definito (le riforme imposte dall’Europa) potrebbe traghettare l’Italia alle elezioni del 2013, altrimenti, se fosse per governare secondo le ricette di Bersani e Di Pietro,tanto varrebbe andare a votare subito.

Cosa succederà?

Io la penso come Christian Rocca.

Ipotesi 1: Berlusconi adotta quei provvedimenti stasera, senza infingimenti e senza ulteriori buffonate. Improbabile.

Ipotesi 2: Berlusconi non lo fa e allora si deve trovare una maggioranza politica alternativa in Parlamento per fare queste cose ad horas e poi andare subito dopo alle elezioni. A occhio si tratta di un paradossale governo di centrodestra cioè berlusconiano, allargato al centro, forse mondato dalla Lega, non guidato da Berlusconi e con l’opposizione di centrosinistra che grida esattamente come adesso alla macelleria sociale e con i sindacati in sciopero generale. Possibile.

Ipotesi 3: Berlusconi non adotta quei provvedimenti necessari e non si dimette, anzi con un’ennesima acrobazia propone una mega tassa sui patrimoni, ovvero il medesimo ingrediente della ricetta dell’opposizione, di tutta l’opposizione, quella tecnica e quella politica, quella di centro e quella di sinistra, quella socialdemocratica e quella radicale. In questo modo, facendo esattamente quello che l’opposizione vorrebbe fare, Berlusconi frega l’opposizione, i mercati se ne fregheranno perché la patrimoniale non risolverebbe nulla e alla fine a rimanere fregati saremo noi. Probabile.

Vendola a Sava

(commenti aperti)

Quando furono stanziati i soldi per gli ultimi tratti della fognatura, il sindaco Maggi aveva fatto affiggere un manifesto con un messaggio che diceva più o meno “quest’amministrazione lavora anche ad agosto!”. Era infatti l’estate del 2002, e la fase politica del “ribaltone”. In realtà si stavano anticipando il lavoro, visto che sarebbero andati a casa a novembre.

E così nel 2005, quando ci fu lo stanziamento decisivo ai fini della realizzazione del depuratore, come amministrazione noi pure facemmo pubblicare un manifesto di ringraziamento al presidente Vendola del tipo “grazie presidente” con annessa un po’ di propaganda spicciola a favore del centro-sinistra. Niente di particolarmente brillante, per la verità.

Qualche giorno dopo, sulle pagine del Giornale di Sava, un caro amico che purtroppo adesso non c’è più, il dott. Giuseppe Buccoliero, mi rimbrottò aspramente, nella convinzione netta che la fogna non è questione né di destra né di sinistra, e che la concessione di un finanziamento per la sua realizzazione non è altro che un diritto che a noi savesi è stato negato per tanto, troppo tempo.

All’epoca non penso di aver capito realmente il senso delle parole di Pinuccio, ora invece credo di si e posso dirlo con un po’ di vergogna: aveva ragione lui al 100%.

La realizzazione della fogna è un diritto, come il depuratore e la condotta sottomarina – e non c’è nessuno da ringraziare. E se qualcuno realmente avesse fatto qualcosa di speciale per questo nostro paese, Veendola compreso, avrebbe fatto solo ed esclusivamente il proprio dovere. Che non è poco, per carità, e basta per farne il MIO candidato alla presidenza della regione, ma basta così.

Sono passate le amministrazioni, i sindaci, gli assessori: il progetto è andato avanti lo stesso e ora ci siamo, finalmente. Lunedì a Sava arriva Vendola, e l’appuntamento è al cinema Vittoria alle 19: facciamone una festa, e soprattutto evitiamo di rovinarla con scambi di accuse e rivendicazioni di medaglie al valore. Arriviamo a questo piccolo traguardo con decenni di ritardo, e nessuno può “mettere cappello” su una cosa così importante senza oltrepassare il limite del ridicolo. Siamo stati in silenzio per quarant’anni quando in regione non ci cagava nessuno, evitiamo di sbranarci ora che le cose hanno cominciato a muoversi.

Lasciamo perdere, per carità: poche chiacchiere e andiamo avanti, c’è ancora tantissimo da fare.

Promessa mantenuta

Nel corso dell’ultimo consiglio regionale pugliese, l’assessore ai lavori pubblici ha annunciato che l’AQP ha depositato il progetto definitivo del depuratore consortile di Sava e Manduria e dell’annessa condotta sottomarina, confermando, tra l’altro, che la questione del de-finanziamento è solo una partita di giro contabile – con buona pace di chi si è mobilitato con veemenza (e ignoranza) nel nostro consiglio comunale.

Entro pochi giorni il progetto verrà così messo in gara in un unico appalto, evitando i possibili sprechi di una sua “spacchettizzazione”.

Probabilmente, ciò potrebbe significare la fine della carriera politica di Vendola: un politico che mantiene gli impegni? Nel PD devono essere terrorizzati!

Il PD ha scelto Vendola

A quanto pare il Pd è deciso a ripresentare Vendola come candidato presidente per la Regione Puglia. Insomma, quello che avrebbe dovuto essere un passo naturale, dopo l’inerzia iniziale sembra quasi una forzatura. Si tratterebbe ora, secondo le fonti, ” di convincere UDC e IDV a rimuovere le pregiudiziali verso Nichi”.

Inutile nasconderlo: nel partito in molti, corrente dalemiana in testa, avrebbero preferito un altro candidato per riproporre il cosiddetto modello-Dellai, o modello-Brindisi, o meglio ancora modello-Aldomaggi: una grande ammucchiata con UDC, Iosud,  tutti i cespugli di centro intorno a spartirsi la torta.

Se questo è vero, sarà importante guardare al PD e al suo atteggiamento verso gli alleati scettici verso la riproposizione di Vendola: se cioè comunque il partito tirerà dritto senza tentennamenti, oppure lascerà che le obiezioni montino e “brucino” il candidato sperando in una sua defezione.

O forse sono troppo malpensante io…