Movimento 5 Stelle per principianti

La lucida (e divertente) analisi di Filippo Facci:

Ora però è difficilissimo che Grillo non si dia una regolata e una forma. I suoi eletti sono dilettanti allo sbaraglio in perenne subbuglio da assemblea studentesca, protagonisti di un movimento che non è neppure un movimento: è un magma, una colata che ha terrore di solidificarsi. Non è un partito carismatico: i partiti, o movimenti, hanno idee, strutture, gerarchie minime, un’organizzazione del consenso. Qui abbiamo un capo di Stato maggiore (col suo improbabile e riccioluto consigliere) e sotto, infinitamente sotto, una truppa proletaria con la quale lui non parla neanche, e che, in assenza di cultura politica, formicola eccitata come scolari che hanno occupato la scuola.

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Ai raffinati politologi di twitter

Ennesima morte all’ILVA.

Niente da dire di sensato di fronte alla tragedia di una città (e di una provincia) che si lacera nel conflitto fra diritto alla salute e diritto al lavoro, come se morire di fame o di malattia/infortunio sia un’alternativa accettabile.

Solo una domanda, però: chi è l’unico leader nazionale venuto a Taranto in campagna elettorale?

Oggi Fare, domani dire e baciare (c)

Ho messo a repentaglio la pace famigliare per ascoltare per qualche ora lo streaming  della direzione nazionale di Fare,  conclusa con l’approvazione della mozione della coordinatrice Enrico, che dà incarico alla direzione stessa di preparare lo statuto e di indire i  congressi locali, regionali e infine quello nazionale entro il 31 maggio. Si è trattato di una “close call”, con 8 voti favorevoli, 7 contrari e un astenuto.

E’ stata quindi sconfitta la linea di uno dei fondatori, Michele Boldrin, che con una lettera aperta aveva chiesto l’azzeramento della direzione nazionale.

L’annunciata fuoriuscita di Boldrin dal movimento è stata quindi seguita dall’annuncio di un dettagliato resoconto che dovrebbe essere pubblicato domani su noiseFromAmerika. Nel frattempo, l’HuffingtonPost ha invece pubblicato una ricostruzione dell’accaduto che Boldrin ha seccamente smentito sul suo profilo Facebook.

Non possono rimanere li’ un minuto di piu’ a “fare politica”, anche perche’ non la sanno fare. E perche’ manipolerebbero il congresso e le sue procedure, lo statuto e tutto il resto. Come hanno fatto oggi: vi rendete conto che delle persone nominate dai fondatori si sono arrogate il potere di impedirmi di parlare ed hanno chiesto ai fondatori di farsi da parte!? Ridicolo. Occorrono quindi caretakers imparziali e che abbiano la confidenza di tutti

Altri autorevoli membri del movimento, sembrano non gradire…

update: Fare è una miniera! oggi Boldrin ha ritirato le dimissioni, e si è invece dimessa tutta la direzione nazionale, Silvia Enrico in testa. 

Piccola nota autobiografica a margine: tifare Torino, Sacramento Kings, votare Fare dopo essere stato del Pd, mi rendono una specie di campione mondiale di cause perse, temo.

Qualcosa su cui dovrei fermarmi a riflettere, un giorno di questi.

Fare (Volare gli Stracci)

Fare per Fermare il Declino perde Michele Boldrin, uno dei fondatori, certamente il più noto.

Lo ha annunciato su Facebook, dopo aver scritto una lettera alla direzione nazionale del movimento che si riuniva questa mattina. Qui lo streaming della riunione.

Posso sommessamente dire che mi dispiace?

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Il solito imperdibile pippone di Suzukimaruti

Intendiamoci, imperdibile solo per chi ha la perversa abitudine di analizzare il PD e la sua linea politica (e i suoi conseguenti insuccessi)

Ok, proviamoci. Proviamo a trovare le ragioni della più clamorosa e cocente sconfitta elettorale e politica della sinistra italiana, ben peggiore di quella del 1994, molto più grave considerate le premesse e gli avversari, molto più dannosa visti gli esiti che ha comportato. A modo suo una mazzata che entrerà nei libri di storia per la sua portata.

Update: consiglierei anche la lettura della spietata analisi di Cristiana Alicata.

Abbi dubbi

In una trentennale “carriera” di elettore, per la prima volta ho dovuto pensarci parecchio.

Fino a qualche mese fa ero abbastanza orientato a votare Pd, malgrado molte cose di quel partito non mi piacciano. La vittoria di Bersani alla primarie, la perenne vicinanza/sudditanza a CGIL e magistratura, un programma economico deludente,una campagna elettorale ancora incentrata sul “non far vincere le destre” e con l’aggravante di ridicole trovate finto-giovaniliste, da ultimo la questione MPS, hanno ulteriormente incrinato la mia convinzione.

Apro una parentesi: avendo votato per Renzi alle primarie, ricordo bene di aver sottoscritto un’adesione al programma del PD e un impegno a votarlo, ma francamente ho sempre considerato la questione davvero ridicola. Che senso ha richiedere un impegno a votare un partito prima ancora di decidere il suo candidato e il suo programma? Può valere per un iscritto, non certo per uno che, come me, non ha la tessera da un paio d’anni e che ha un impegno politico al di fuori del PD stesso. Parentesi chiusa.

Così, senza altri vincoli se non quello di votare per qualcuno solo se almeno passabilmente convinto, ho votato in questo modo: PD al senato, e Fare per Fermare il Declino alla camera.

Se nel primo caso è prevalso un certo senso di urgenza democratica a votare (in fondo la governabilità si decide al senato, e il PD è l’unico partito in grado di governare in maniera più o meno stabile per i prossimi cinque anni, se i numeri glielo consentiranno), nel secondo caso ho scelto di votare per chi ritengo abbia il programma più corretto (e rivoluzionario!) per questo paese.

Si, lo so, Giannino è un pirla, ma le cose buone di Fermare il Declino rimangono. Forse non prenderanno abbastanza voti per entrare in parlamento… ma sapete che c’è?

Chissenefrega.