Non un grande auspicio

Era il 18 giugno, proprio come oggi, Santa Marina.

Era il giorno del matrimonio della mia “cugina cugina” , quella con cui si cresce insieme, si va a scuola insieme, si vuole bene come a una sorella/fratello. Il ricevimento era a casa del marito, in un piccolo paese in provincia di Matera.

Caldo, proprio come oggi, ma sull’appennino lucano si sta bene lo stesso, con quell’aria secca che rende il caldo sopportabile, e il venticello che non manca mai.

Fu un bellissimo matrimonio, e il ricevimento in casa riuscitissimo: se non fossi contrario per principio al matrimonio, lo farei anch’io così. (che poi a pensarci non ho manco la casa per farlo, per cui alla fine lo dico proprio tanto per dire)

Era però il giorno del debutto dell’Italia ai mondiali dell’epoca, quelli americani. Era l’Italia di Sacchi , e i padroni di casa (i miei cugini, non gli americani) , per non far degenerare il ricevimento in una serata stile maxischermo al bar sport, pensarono bene di far sparire tutti i televisori dalla casa. Non c’era manco un 5 pollici in bianco e nero, niente di niente.

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