Guerra fra poveri

Gli unici che vincono sempre sono gli avvocati:  dopo la valutazione d’impatto ambientale positiva espressa dalla Regione Puglia sul depuratore consortile di Sava e Manduria, Manduria e Avetrana già annunciano il ricorso al TAR.

(Manduriaoggi, che siccome non permette il copia e incolla non viene più linkato su questo blog, e amen)

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A che punto siamo col depuratore

La settimana scorsa si è tenuta la conferenza dei servizi necessaria alla realizzazione del depuratore consortile per Sava e Manduria.

Si tratta  di una riunione in cui tutti gli enti interessati a vario titolo al progetto  esprimono la loro opinione, diciamo così. La mancata assunzione di tutti i pareri era stato infatti il motivo che aveva portato il TAR a bloccare la messa in gara del depuratore a causa dei ricorsi dei comunni di Manduria e Avetrana.

La riunione si è quindi tenuta per superare il blocco del procedimento operato dal tribunale amministrativo e permettere  l’avvio delle procedure della gara d’appalto per la realizzazione dell’opera.  Un atto formale, in pratica, in cui i pareri espressi dai vari comuni non sono in realtà vincolanti per la regione puglia, che è l’ente appaltante.

L’importanza della riunione non era quindi nelle opinioni espresse, ma nel fatto che tutti avessero finalmente potuto esprimerla, l’opinione. Detto ciò, quindi, questo articolo potrebbe benissimo essere classificato nella sezione “fuffa”.

Però.

Il sindaco di Manduria può anche venire a raccontare le favole, tipo “siamo a favore dell’utilizzo del depuratore attuale”, cosa palesemente impossibile visto che non c’è alcuna ipotesi possibile di recapito finale delle acque depurate, ma dal sindaco di Sava mi aspetto una posizione unica e chiara, molto semplice: “ci sono i soldi, c’è il progetto, vogliamo il depuratore consortile nel più breve tempo possibile” – e amen.

E non:  “siamo d’accordo con la proposta del sindaco di Manduria” (sic)

Tutto daccapo

Quando faranno una valutazione d’impatto ambientale sul NON avere un depuratore?

Il Tar di Lecce ha annullato il parere favorevole di compatibilità ambientale espresso dal Servizio ecologia della Regione Puglia per il progetto relativo all’impianto con scarico nel mare di Specchiarica del depuratore a servizio degli abitanti di Sava, Manduria e delle marine di Manduria. La sentenza che porta la firma del presidente del Tar Aldo Ravalli è stata emessa ieri e boccia sonoramente i piani regionali e rimette in gioco tutti i progetti dell’Acquedotto pugliese fortemente sponsorizzati dal governo Vendola e dall’amministrazione di Sava ma osteggiati dall’amministrazione uscente di Manduria e dalle comunità di Maruggio e Avetrana.

A noi fanno vedere “la carica dei 101”

Il PDL ha varato un decreto d’interpretazione delle norme che dovrebbe consentire ai TAR interessati di riammettere la lista di Formigoni e forse anche a quella pdl del Lazio alle prossime elezioni regionali.

Non che ci fossero molti dubbi in proposito, cioè che avrebbero comunque fatto una vaccata qualsiasi pur di salvarsi il culo, ma quello che mi fa più ribrezzo che nel bel mezzo mezzo di un casino simile, l’informazione politica in televisione sia bloccata dalle norme sulla par codicio.

Per la prima volta mi sento di dire anch’io che siamo vicini al regime.

Ma Napolitano, lo firma?

Sembra non interessare più

Gli uffici della Regione Puglia hanno espresso parere di compatibilità ambientale favorevole al progetto del depuratore consortile Sava-Manduria elaborato adll’AQP. Il comune di Manduria ha prontamente fatto ricorso al Tar, perché contrario alla condotta sottomarina prevista in località Torre Colimena.

Update: qui il comunicato del comitato di salute pubblica (grazie a Gianni C.)

“È ingiusto discriminare la religione cattolica”

La bocciatura delle ordinanze firmate dall’ex ministro è stata spiegata dal Tar attraverso motivazioni che si soffermano su concetti di principio, senza entrare nel merito della questione. «In una società democratica – affermano i giudici – certamente può essere considerata una violazione del principio del pluralismo il collegamento dell’insegnamento della religione con consistenti vantaggi sul piano del profitto scolastico e quindi con un’implicita promessa di vantaggi didattici, professionali ed in definitiva materiali». Ne consegue che l’inclusione della religione nella “rosa” delle materie da cui scaturiscono i giudizi degli allievi è ritenuta illegittima: secondo il Tar questa interpretazione, data dal ministero dell’Istruzione, «appare aver generato una violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del pensiero; nonché di libera determinazione degli studenti relativamente all’insegnamento della religione cattolica».

La migliore è della Gelmini, come al solito.

Qui non si parla di religione, ma di logica: se nel nostro ordinamento esiste il principio della laicità dello stato, e della parità di diritti e doveri di tutti i cittadini rispetto a questioni come il sesso, la razza o la religione, non si capisce per quale motivo gli studenti dell’ora di religione (solo cattolica) debbano avere maggiori possibilità (di crediti scolastici) rispetto ad altri.
Ma se parliamo anche di pratica, davvero pensiamo che il voto in religione debba fare media con italiano matematica e storia?
Essù…
Siamo come al solito alla propaganda, alla strumentalizzazione del “voto cattolico”, sollecitata da individui come il cardinal Coletti per salvaguardare i privilegi dei docenti, cioè dei preti.
Ma che c’entra tutto ciò con la religione?

E infatti

Come avevamo anticipato, l’azienda che è ricorsa al TAR per l’assegnazione dell’appalto dei parcheggi  a pagamento alla SIS ha ottenuto la sospensiva di tutti gli atti connessi alla gara ed alla sua aggiudicazione. Si legge infatti nell’ordinanza emessa in data 6/2/09 che:

“ad un primo e sommario esame, il ricorso appare fondato in quanto la Sis avrebbe dovuto essere esclusa per non aver prodotto le dichiarazioni sostitutive attestanti il possesso dei requisiti di ordine generale – richieste, ai sensi dell’art.38, d.lgs 163/2006, per la partecipazione alla gara – con riferimento all’amministratore della società, ed al direttore tecnico, cessato dalla carica nel triennio antecedente la pubblicazione del bando”

Ora, per quello che ne so, seguirà la discussione nel merito, ma l’accoglimento della sospensiva non promette bene per l’esito del procedimento.

(grazie a Giovanni Caforio)