Grazie, altrettanto

Nel deserto delle strade di Sava alle otto della sera di Natale, gira il camion pubblicitario di un noto supermercato savese con su la scritta “Il sindaco Maggi e l’amministrazione comunale augurano Buon Natale ai cittadini di Sava”

Geniale.

Problemi grossi, ma non seri

Si dice che la questione del giorno, anzi della settimana, forse del mese, per la maggioranza che sostiene la nostra amministrazione comunale (Bruno D’Oria), e se NoiSud debba entrare a far parte anch’essa del caravanserraglio.

Intervallo

Aldo Maggi ha proposto ai dissidenti le dimissioni di Pasquale Calasso e la conseguente nomina di uno dei tre al suo posto. La mossa è chiara, indebolire il gruppo consentendo l’entrata in consiglio di suo nipote, che è primo dei non eletti. Questo gli consentirebbe di stare al riparo dalla mancanza dei numeri in consiglio comunale , potendo così contare su una maggioranza certa di undici consiglieri.

Almeno fino al prossimo mal di pancia.

Per il momento, però, i tre sembrano non sentirci. La mia impressione è che il sindaco difficilmente farà concessioni ulteriori, e cercherà di forzare la mano portando la proposta di bilancio di previsione in Consiglio Comunale.

Comunque, anche se questi momenti di fibrillazione accendono l’interesse degli appassionati, quando di un’amministrazione si parla solo per le sue capacità di sopravvivenza, il disastro è già avvenuto.

Dico poco

Se è vero quanto scritto sul pannello esposto in piazza San Giovanni da Vivavoce  a proposito della gestione attuale dei servizi cimiteriali savesi, vuol dire che siamo amministrati da pazzi furiosi.

Nuvole passeggere

Nonostante il pessimismo crescente, continuo a credere che anche in questo caso tutto si risolverà in una bolla di sapone.

il Pd aveva chiesto l’approvazione del Bilancio entro il 31 gennaio, minacciando rigide prese di posizione contro il sindaco Maggi (ed il Bilancio non si potrà più approvare entro questo termine …), mentre i tre consiglieri indipendenti, originariamente eletti nella lista del sindaco, hanno chiesto una rappresentanza in giunta prima dell’approvazione del Bilancio, che quindi potrebbero non votare.
Non sarebbe opportuno fermarsi per meditare se sia ancora il caso di andare avanti?

Bastasse così poco, caro Nando, negli ultimi tre anni a Manduria si sarebbe votato già un paio di volte! Il vero problema è verificare se rimanere in serpa diventa l’unico obiettivo di un’amministrazione, o se invece permanga ancora una pur modesta spinta propulsiva.
Il Sindaco sembra crederci ancora, attorno a lui, al contrario, consiglieri ed assessori sembrano  “darla su”.

Dopo il discorso di Napolitano, quello di Bruno D’Oria

Manduriaoggi riferisce della conferenza stampa indetta dal PD sullo stato di salute dell’amministrazione comunale di Sava.

Di solito queste occasioni servono più a vendere la propria merce che non a muovere critiche, Bruno D’Oria invece, diversamente dal Presidente della Repubblica, non le ha mandate a dire:

«Non siamo per la crisi: il commissariamento è l’ultima cosa che servirebbe a Sava. Ma la fibrillazione attuale è pericolosa. Occorre al più presto modificare il modo di agire: gli impegni assunti dal sindaco non devono essere scritti sull’acqua… E se l’Amministrazione continuerà ad essere priva del senso dello stare insieme, si procederà spediti verso lo sfacelo. Noi, responsabilmente, vorremmo evitare la crisi>>

e ancora:

«Credo che, per le questioni di maggiore rilevanza, sia importante ottenere la collaborazione delle opposizioni» è il pensiero del delegato nazionale del Pd. «Non si tratta né di ribaltone né di consociativismo. La mia idea nasce da un preciso presupposto: per i problemi di maggiore importanza, è giusto ascoltare anche l’opinione delle altre forze politiche presenti in Consiglio. Anche perché, oggi ci siamo noi, fra sei mesi potrebbero esserci altri a governare Sava. E’ allora saggio contribuire tutti quanti alla risoluzione dei problemi».

A questo proposito, credo che lo sforzo del PD di ridare una direzione precisa all’amministrazione Maggi (qualunque sia), sia apprezzabile, perché conosco la spiacevole sensazione di un progetto politico che scivola inesorabilmente a sud. Anche se, per la mia esperienza, risollevarne le sorti è un po’ come cercare di rimettere il dentifricio nel tubetto. Se i rapporti sono deteriorati, il massimo che si ottiene è di solito una tregua di comodo, utile magari a trovare un’alternativa all’amministrazione, non il suo rilancio.

Anche perché al momento alternative credibili a questo papocchio ancora non se ne vedono, se non una possibile convergenza PD-PDL (leggasi Bruno-Ninì) per un’amministrazione trasversale che “risolva i problemi del paese”. Papocchio per papocchio, questo sussurra con una certa insistenza radio-piazza.

O, per dirla con un espressione già utilizzata dallo stesso D’Oria: “un’amministrazione di salute pubblica” – si, proprio come il comitato.

(lettore avvisato: sto provocando, lo so. Non risponderò a chi si scandalizzasse del paragone, sono le parole che vengono spesso usate a sproposito, io colgo solo quello che mi pare un aspetto ironico. Buon anno a tutti 🙂 )